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MENOPAUSA : il passaggio alla seconda metà della vita femminile.
Un passaggio che prima o poi capita a tutte.





Cos'è esattamente la Menopausa?
    Il termine indica la definitiva scomparsa delle mestruazioni, a causa dell'esaurimento della funzione ovarica. L'ovaio, in altre parole, non è più in grado di produrre gli ormoni femminili, estrogeni e pregesterone e neppure le cellule riproduttive femminili, gli ovociti. Ecco perché la menopausa è caratterizzata dalla definitiva sterilità e dalla progressiva attenuazione di tutte quelle caratteristiche fisiche e psìchiche che dipendono dalla presenza degli ormoni femminili. Aspetto questo importante, in quanto gli estrogeni sono una vera e propria LINFA che impregna tutto il corpo femminile, condizionandone bellezza, salute e benessere.


A - Cos'è invece  il Climaterio?

    Climaterio significa età critica. Corrisponde a quel periodo di tempo -nella vita d’ogni donna, in cui le ovaie cessano gradualmente la produzione ormonale periodica e le mestruazioni diventano irregolari per poi cessare completamente. Con il termine climaterio s’indica anche il periodo (spesso anni) che richiede al fisico per adeguarsi ed  abituarsi  a  questi  cambiamenti.



B - Quando inizia il Climaterio?
    L'età in cui la donna raggiunge la menopausa non è prevedibile. Può rivestire, in alcuni casi, un certo valore pregnostico la conoscenza dell'età nella quale è sopravvenuta la menopausa nella madre. Invece il numero o la mancanza di gravidanze non ha alcuna influenza sull'età della menopausa il fumo tende ad anticipare la menopausa di 1-2 anni che, nella maggior parte delle donne, sopraggiunge tra i 48 e i 52 anni. Circa la metà delle donne risulta in menopausa nel 50° anno di età. I segni premonitori dell'avvicinamento della data della menopausa, come, ad esempio, le irregolarità del ciclo, si possono presentare alcuni anni prima dell'interruzione definitiva delle mestruazioni (media 5 anni). Durante tale periodo i cicli possono accorciarsi o allungarsi, il flusso mestruale può ridursi o aumentare. Si ritiene che la donna è in menopausa quando dopo 12 mesi non si è verificato alcun flusso mestruale. All'inizio dei secolo, l'aspettativa di vita della donna si aggirava intorno ai 50 anni. Ai nostri giorni, tale aspettativa ha raggiunto circa 80 anni. Il momento in cui sopraggiunge la menopausa è invece rimasto quasi immutato. Ne consegue che un maggior numero dì donne trascorre dai 20 ai 30 anni (circa la metà della propria vita) in una situazione di carenza ormonale.


C - Ma gli ormoni femminili scompaiono del tutto?
    No. Anche sotto questo aspetto esiste una grande variabilità individuale. Un primo fattore dipende dalla qualità del...grasso, ossia del tessuto adiposo che la donna possiede. Le signore cicciottine, infatti, hanno per lo meno un vantaggio: il loro tessuto adiposo contiene un enzima che trasforma in estrogeni gli ormoni androgeni (prodotti in piccola quantità dalle ghiandole surrenali e, in parte, dall'ovaio).

    Ecco perché le donne un pò sovrappeso hanno anche la pelle più bella: non solo perché è"distesa", ma perché gli estrogeni sono un importante fattore nutritivo sia per la cute, sia per il collagene che ne sostiene l'impalcatura. E perché, in generale, tendono ad avere meno sintomi e disturbi climaterici rispetto alle magre.


D - E per questo che la donna in menopausa tende ad aumentare di peso?
    Probabilmente sì. E come se la natura avesse voluto provvedere "spontaneamente" ad una fonte alternativa di estrogeni, proprio per rallentare i processi di invecchiamento. Ecco perché quasi tutte le donne in menopausa lamentano una maggiore difficoltà a tenere il peso forma ed una generale tendenza ad aumentare di cinque-dieci chili.


E - Che differenze ci sono tra una menopausa naturale ed una provocata chirurgicamente?
    Una, fondamentalmente: nei primo caso, i cambiamenti neuroendocrini sono in genere diluiti nell'arco di anni. In quella chirurgica, invece, la donna si trova improvvisamente senza ormoni. Le conseguenze, tuttavia, dipendono dall'età della donna e dalla situazione ormonale a! momento dell'intervento. E' chiaro che le conseguenze possono essere drammatiche (in termini di intensità di sintomi) nella donna cui vengono asportate le ovaie (ovariectomia) in piena età fertile. La differenza ormonale può essere invece quasi inavvertibile, se la donna stava già entrando naturalmente in menopausa.


F - E se viene tolto solo l'utero?
    In caso di asportazione dell'utero (isterectomia), per esempio per un fibroma, scompaiono ovviamente le mestruazioni (la cui presenza dipende dall'utero), ma dal punto di vista ormonale non cambia nulla. La donna andrà in menopausa nell'età determinata dall'esaurimento delle sue ovaie.


G - Cosa provoca la menopausa?
    Gli ormoni progesterone ed estrogeni, prodotti nelle ovaie in occasione dell'ovulazione, condizionano in notevole misura la funzionalità dell'utero, della vagina e delle ghiandole mammarie. Inoltre, giocano un ruolo più o meno importante anche su altre funzioni corporee e direttamente o indirettamente influenzano anche il tono dell'umore, il metabolismo osseo e quello dei grassi presenti ne! sangue (colesterolo - trigliceridi). Le conseguenze della perdita naturale della funzionalità ovarica causata dall'età può provocare i seguenti disturbi:


    DISTURBI A BREVE E MEDIO TERMINE:

  • vampate di calore, spesso, sebbene non sempre, collegate a sudorazione diffusa, vertigini, palpitazioni;
  • disturbi del sonno, risvegli notturni con la sensazione di "bagno di sudore";
  • atrofia degli organi genitali, con disturbi quali secchezza e prurito vaginale, dolore durante il rapporto sessuale, debolezza della vescica con frequente necessità dì urinare;
  • riduzione e perdita di consistenza del tessuto mammario;
  • riduzione dell'elasticità della cute, in particolare del viso, de! collo, e della mucosa della bocca e degli occhi;
  • irritabilità, svogliatezza, scoraggiamento, anche fino alta vera e propria depressione;
  • alterazioni del ciclo mestruale {mestruazioni abbondanti spesso con coaguli, prolungate nel tempo, di frequenza interiore a 21 giorni, perdite ematiche tra le mestruazioni e dopo i rapporti, ricomparsa del flusso dopo mesi di assenza.

    DISTURBI A LUNGO TERMNE

  • Diminuzione dei colesterolo buono (HDL) ed aumento del colesterolo LDL Ciò comporta un incremento del rischio arterosclerotico cardiovascolare e d'infarto del miocardio;
  • Dolori articolari e muscolari;
  • Perdita dì massa ossea (osteoporosi) con rischio di microcedimenti o vere e proprie fratture ossee. Diminuzione della statura ed incurvamento della colonna vertebrale coi progredire dell'età.

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